{"id":2362,"date":"2018-04-19T09:30:49","date_gmt":"2018-04-19T07:30:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cyberlaws.it\/?p=2362"},"modified":"2019-02-28T17:43:20","modified_gmt":"2019-02-28T16:43:20","slug":"smart-contracts-diritto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cyberlaws.it\/en\/2018\/smart-contracts-diritto\/","title":{"rendered":"Smart contract: una rivoluzione nel mondo legale?"},"content":{"rendered":"<h3><span style=\"color: #000000;\">Smart contract: una rivoluzione nel mondo legale? <\/span><\/h3>\n<h4><span style=\"color: #000000;\">Analisi della forma giuridica del contratto stipulato via blockchain<\/span><\/h4>\n<h5><span style=\"color: #000000;\">di Alessio Azzariti<\/span><\/h5>\n<hr \/>\n<h4><strong>1. Cos\u2019\u00e8 uno smart contract?<\/strong><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima idea di contratto intelligente nacque venticinque anni fa<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a><a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a><a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a> anche se alcune forme pi\u00f9 basilari possono rinvenirsi gi\u00e0 negli anni \u201970<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli smart contract (o contratti intelligenti) hanno lo scopo di formalizzare e proteggere le relazioni sulle reti di computer e non sono altro che la combinazione di messaggi ed algoritmi creati col fine di applicare nel cyber spazio i principi estrapolati dall\u2019ordinamento giuridico. Essi hanno il beneficio di ridurre i costi mentali (c.d. mental accounting) e computazionali della transazione non solo delle parti del contratto, ma anche di terze parti. Come \u00e8 meglio chiarito negli approfondimenti di N. Szabo, le fasi contrattuali di ricerca, negoziazione, assunzione dell\u2019obbligo, svolgimento del contratto e aggiudicazione costituiscono il nucleo centrale dei contratti intelligenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La caratteristica principale di questi contratti \u00e8 quella di non servirsi di intermediari che, in quanto tali, rendono pi\u00f9 costosa e, talvolta, addirittura impossibile la stipulazione di un contratto (ad esempio in quei casi in cui il valore troppo modesto di un contratto renderebbe diseconomico servirsi di un terzo soggetto). Tra gli intermediari figurano, in primis, gli avvocati; sono infatti quest\u2019ultimi, in molti casi, che svolgono un\u2019attivit\u00e0 di ricerca e di negoziazione che conduce alla stipulazione di un contratto conforme all\u2019interesse delle parti. Una terza parte rilevante \u00e8 anche l\u2019apparato giudiziario e quindi il settore pubblico. Si immagini ad esempio l\u2019ipotesi in cui l\u2019utilizzo massivo di contratti intelligenti sia in grado di generare un risparmio di spesa pubblica, dovuto ad un numero minore di cause giudiziarie. Gli smart contract sarebbero in grado di disincentivare il contenzioso, in specie laddove vengano posti in gioco valori giuridici prettamente privatistici. Tuttavia, il settore legale non \u00e8 l\u2019unico che si presta all\u2019applicazione di smart contract, ma lo \u00e8 qualunque settore che preveda un\u2019intermediazione per la regolazione di interessi (es. agenzie immobiliari, agenti per compravendite e locazioni di immobili, intermediari di assicurazione, etc\u2026).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando si parla di smart contract non si pu\u00f2, ormai, che parlare anche di blockchain. Questa \u00e8 in grado infatti di garantire elevati standard di sicurezza, ed in particolare di quella di Ethereum, diventata popolare per la creazione di smart contract, a differenza di quella di Bitcoin che \u00e8 stata principalmente pensata come piattaforma per lo scambio di valuta digitale<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>. Fondamentale nel funzionamento di questi contratti \u00e8 il meccanismo If-then<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a>, ovverosia il verificarsi di una condizione. Il codice \u00e8 progettato in modo che al verificarsi di una certa condizione, che pu\u00f2 essere automaticamente verificata tramite codice, lo smart contract esegua l\u2019obbligazione autonomamente. Si potrebbe sostanzialmente dire che si tratti di contratti che assicurano anche l\u2019esecuzione degli stessi<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a>.<\/p>\n<h4><strong>2. Smart contract e forma del contratto<\/strong><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tramite la blockchain si possono quindi scrivere accordi<a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a> relativi a diritti di propriet\u00e0 su beni immobili o mobili, materiali o immateriali. Allo stesso modo \u00e8 possibile trascrivere nella blockchain anche mutui, contratti di locazione, etc. Le possibilit\u00e0 sono potenzialmente infinite. Per questo motivo si pu\u00f2 dire in sintesi che questa sia una modalit\u00e0 di espressione della volont\u00e0 individuale delle parti e quindi rientri all\u2019interno della categoria giuridica che va sotto il nome di forma del contratto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel nostro ordinamento giuridico vige il principio generale della libert\u00e0 della forma; ossia quando una norma non prevede esplicitamente il rispetto di una determinata forma il contratto pu\u00f2 essere concluso grazie a qualsiasi modalit\u00e0 di espressione del volere. Ci si chiede quindi se un contratto iscritto dalle parti nella blockchain sia assimilabile ad una scrittura privata tra le parti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qui diventa perci\u00f2 rilevante il codice dell\u2019amministrazione digitale (dlgs. 82\/2005). Sono tre le ipotesi indicate nelle quali il documento informatico pu\u00f2 soddisfare il vincolo di forma: firma elettronica non qualificata, forma elettronica qualificata e firma digitale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <u>firma elettronica non qualificata<\/u> \u00e8 \u201c<em>l\u2019insieme dei dati in forma elettronica allegati oppure connessi tramite associazione logica, utilizzati come metodo di identificazione informatica<\/em>\u201d. \u00c8 il caso della mail proveniente dell\u2019account di posta di Tizio. Essa viene ritenuta dal legislatore \u201c<em>liberamente valutabile in giudizio tenuto conto delle sue caratteristiche oggettive di qualit\u00e0, sicurezza, integrit\u00e0 e immodificabilit\u00e0<\/em>\u201d (art. 20 comma 1-bis c.a.d).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><u>La firma elettronica qualificata<\/u> \u00e8 quella ottenuta tramite \u201c<em>una procedura informatica che garantisce la connessione univoca al firmatario<\/em>\u201d tramite mezzi appositi, caratteristica che per\u00f2 deve essere attestata da certificatori appositamente abilitati. In questo caso il requisito di forma scritta \u00e8 soddisfatto e la data e l\u2019ora in cui risulta formato sono opponibili ai terzi (art. 20 commi 2 e 3 c.a.d.)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La terza ipotesi \u00e8 invece quella della <u>firma digitale<\/u>, ossia un \u201c<em>particolare tipo di firma elettronica qualificata basata su un sistema di chiavi crittografiche, una pubblica e una privata, correlate tra loro, che consente al titolare tramite la chiave privata e al destinatario tramite la chiave pubblica, rispettivamente di rendere manifesta e di verificare la provenienza e l\u2019integrit\u00e0 di un documento informatico<\/em>\u201d (art. 1 c.a.d. lett. s). La fattispecie descritta in questa norma \u00e8 essenzialmente la stessa che si verifica nell\u2019ambito della blockchain. Infatti nel momento in cui un utente intende trasferire del valore &#8211; o comunque trascrivere una propria volont\u00e0 &#8211; all\u2019interno della blockchain, \u00e8 previsto un sistema di crittografia asimmetrica che ne garantisca la sicurezza, dove la chiave pubblica \u00e8 nota a chiunque e la chiave privata soltanto al proprietario dell\u2019account che si serve di quest\u2019ultima per sottoscrivere la sua volont\u00e0. Da quanto sopra risulta quindi potenzialmente soddisfatto il requisito della forma scritta in uno smart contract stipulato tra due soggetti e iscritto nella blockchain di Ethereum. Se questo fosse l\u2019unico requisito richiesto dal legislatore si potrebbe fare quindi far rientrare gli smart contract nella fattispecie di firma digitale; tuttavia il regolamento UE 910\/2014 ha previsto che la firma digitale sia basata su un certificato qualificato che deve essere rilasciato da un prestatore di servizi fiduciari qualificati presente nella lista di fiducia pubblicata dallo Stato membro in cui il prestatore \u00e8 stabilito<a href=\"#_ftn9\" name=\"_ftnref9\">[9]<\/a>. In seguito alle considerazioni sin qui fatte si pu\u00f2 quindi dire che nell\u2019ambito dell\u2019Unione Europea, seppur avente generalmente le elevate caratteristiche di sicurezza previste dalla firma digitale, la firma di una transazione all\u2019interno di una blockchain non possa ad essa essere equiparata, nemmeno per interpretazione analogica. Ci\u00f2 in virt\u00f9 del fatto che la ratio della previsione dell\u2019esistenza di un ente certificatore consista proprio nel poter fare riferimento univoco al sottoscrittore<a href=\"#_ftn10\" name=\"_ftnref10\">[10]<\/a>, quanto meno rispetto alla presunzione che sia il sottoscrittore ad utilizzare una determinata chiave privata. Aspetto che invece \u00e8 di ben pi\u00f9 difficile verifica nell\u2019ambito della blockchain dove nessuno garantisce, nemmeno in via presuntiva, che al titolare di una chiave privata corrisponda una determinata persona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In conclusione, si pu\u00f2 ritenere che la sottoscrizione nello smart contract possa essere equiparata ad una firma elettronica non qualificata; lo smart contract rimarrebbe cos\u00ec un documento la cui idoneit\u00e0 ad integrare la forma scritta rimarrebbe liberamente valutabile in giudizio da parte del giudice; \u00e8 la parte che ne ha interesse a dover dimostrare in giudizio di esserne sottoscrittrice e probabilmente anche a dover dimostrare che lo sia anche l\u2019altra parte, e questa prova potrebbe essere estremamente difficile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una delle soluzioni disponibili, per tutelarsi preventivamente, \u00e8 che le parti sottoscrivano contestualmente allo smart contract, un documento cartaceo ovvero un documento informatico con firma digitale ex reg. UE 910\/2014 in cui dichiarano che lo smart contract facente capo ad un certo contract address della blockchain sia stato da loro sottoscritto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bisogna per\u00f2 qui precisare che lo smart contract si inserisce in una logica differente da quella del rapporto contrattuale classico; ad esempio sarebbe esso stesso, se previsto dalle parti, a liquidare all\u2019indirizzo pubblico della parte contraente quanto stabilito in un\u2019eventuale clausola penale per inadempimento, qualora ad una certa data indicata nel codice la parte non avesse adempiuto. Il ruolo del giudice (e quindi il rilievo delle norme sulla forma del contratto) sarebbe quindi minimo e al massimo potrebbe limitarsi ad aspetti suppletivi rispetto a questioni non direttamente previste all\u2019interno del contratto intelligente.<\/p>\n<hr \/>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> N. SZABO, Smart Contracts, 1993 (http:\/\/www.fon.hum.uva.nl\/rob\/Courses\/InformationInSpeech\/CDROM\/Literature\/LOTwinterschool2006\/szabo.best.vwh.net\/smart.contracts.html)<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> N. SZABO, Smart Contracts: Building Blocks for Digital Markets, 1996 (http:\/\/www.fon.hum.uva.nl\/rob\/Courses\/InformationInSpeech\/CDROM\/Literature\/LOTwinterschool2006\/szabo.best.vwh.net\/smart_contracts_2.html)<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> N. SZABO, Formalizing and Securing Relationships on Public Networks, First Monday Peer-Reviewed Journal on The Internet, Vol.2 n.9 1997 (http:\/\/www.ojphi.org\/ojs\/index.php\/fm\/article\/view\/548\/469)<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> Un primo principio di smart contract pu\u00f2 essere rinvenuto\u2026 <em>nella licenza di determinati software che venne di fatto gestita da una chiave\u00a0digitale che\u00a0permetteva il funzionamento del software se il cliente aveva pagato la licenza e ne cessava il funzionamento alla data di scadenza del contratto.<\/em> (https:\/\/www.blockchain4innovation.it\/mercati\/legal\/smart-contract\/blockchain-smart-contracts-cosa-funzionano-quali-gli-ambiti-applicativi\/)<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> Yes, Bitcoin Can Do Smart Contracts and Particl Demonstrates How (https:\/\/bitcoinmagazine.com\/articles\/yes-bitcoin-can-do-smart-contracts-and-particl-demonstrates-how\/)<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> Smart Contracts: The Blockchain Technology That Will Replace Lawyers (https:\/\/blockgeeks.com\/guides\/smart-contracts\/)<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a> Vitalik Buterin ha cos\u00ec descritto gli smart contract: \u201c<em>In un approccio di contratto intelligente, un asset o una valuta viene trasferita in un programma e il programma esegue questo codice e ad un certo punto convalida automaticamente una condizione e determina automaticamente se l\u2019asset deve andare a una persona o viceversa, o se debba essere immediatamente rimborsato alla persona che lo ha inviato o una combinazione tra le due cose<\/em>\u201d. (https:\/\/searchcio.techtarget.com\/feature\/What-is-a-smart-contract-and-whats-it-good-for)<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a> Contract (https:\/\/en.bitcoin.it\/wiki\/Contract)<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a> http:\/\/www.agid.gov.it\/agenda-digitale\/infrastrutture-architetture\/firme-elettroniche, vedasi art. 24 reg. UE n.910\/2014<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a> Reg. UE n. 910\/2014, al considerando n.60: I prestatori di servizi fiduciari che rilasciano certificati qualificati di sigilli elettronici dovrebbero attuare le misure necessarie per poter stabilire l\u2019identit\u00e0 della persona giuridica rappresentante la persona fisica cui \u00e8 fornito il certificato qualificato di sigillo elettronico, quando tale identificazione \u00e8 necessaria a livello nazionale nel contesto di procedimenti giudiziari o amministrativi.<\/p>\n<hr \/>\n<h4>Autore:<\/h4>\n<p><script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/platform.linkedin.com\/badges\/js\/profile.js\" async defer><\/script><\/p>\n<div class=\"LI-profile-badge\" data-version=\"v1\" data-size=\"large\" data-locale=\"it_IT\" data-type=\"horizontal\" data-theme=\"light\" data-vanity=\"alessio-azzariti-89586b120\/\"><a class=\"LI-simple-link\" href=\"https:\/\/www.linkedin.com\/in\/alessio-azzariti-89586b120\/?trk=profile-badge\">Alessio Azzariti<\/a><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Smart contract: una rivoluzione nel mondo legale? Analisi della forma giuridica del contratto stipulato via blockchain di Alessio Azzariti 1. Cos\u2019\u00e8 uno smart contract? La prima idea di contratto intelligente nacque venticinque anni fa[1][2][3] anche se alcune forme pi\u00f9 basilari possono rinvenirsi gi\u00e0 negli anni \u201970[4]. 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