{"id":3629,"date":"2018-06-27T09:06:41","date_gmt":"2018-06-27T07:06:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cyberlaws.it\/?p=3629"},"modified":"2022-02-17T11:13:12","modified_gmt":"2022-02-17T10:13:12","slug":"tipologie-di-phishing-attack","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cyberlaws.it\/en\/2018\/tipologie-di-phishing-attack\/","title":{"rendered":"Le principali tipologie di \u201cphishing attack\u201d"},"content":{"rendered":"<h3><span style=\"color: #000000;\">Le principali tipologie di \u201cphishing attack\u201d<\/span><\/h3>\n<h5><span style=\"color: #000000;\">di Fabio Capone<\/span><\/h5>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\">Individuato il <em>phishing <\/em>come una tra le forme pi\u00f9 diffuse e pericolose di attacco a base cognitiva (si veda al riguardo l\u2019approfondimento sul tema in \u201c<em>Phishing: identikit di un attacco di cognitive hacking<\/em>\u201d), il fenomeno in parola pu\u00f2 realizzarsi attraverso differenti tecniche fraudolente in cui \u00e8 possibile individuare \u2013 a fattor comune \u2013 due fasi caratterizzate da momenti esecutivi nei quali il <em>phisher <\/em>(attaccante o <em>fraudster<\/em>):<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>determina chi e cosa colpire, quali tecniche adoperare per realizzare la frode (<em>planning<\/em>);<\/li>\n<li>si adopera a configurare i <em>tool<\/em> e i meccanismi necessari a poter sferrare l\u2019attacco, cercando anche informazioni utili sulle potenziali vittime (<em>setup<\/em>);<\/li>\n<li>inizia ad instaurare un contatto utilizzando tutte le tipologie di strumenti che Internet mette a disposizione, quali messaggi di posta elettronica, dialer, newsgroup, <em>Instant Messaging<\/em> (IM), chat, <em>malware<\/em>, bacheche elettroniche, etc. con l\u2019intento di indurre le potenziali vittime a realizzare azioni che possano portarlo a conoscere le loro credenziali (<em>attack<\/em>);<\/li>\n<li>sottrae realmente ed effettivamente le credenziali alle vittime (<em>collection<\/em>);<\/li>\n<li>utilizza le credenziali per l\u2019acquisto di beni, il furto di denaro dal conto della vittima, il furto di identit\u00e0 o il riciclaggio di denaro proveniente da attivit\u00e0 illecite (<em>fraud<\/em>);<\/li>\n<li>dopo aver conseguito i propri scopi fraudolenti, pone in essere qualsiasi azione volta ad investire il proprio guadagno<a href=\"#_edn1\" name=\"_ednref1\">[1]<\/a>, a coprire le proprie tracce e a disattivare i meccanismi con cui ha potuto perpetrare l\u2019attivit\u00e0 fraudolenta, verificando anche il successo dell\u2019attacco e cominciando a pianificarne i successivi (<em>post attack<\/em>).<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">La variet\u00e0 di tecniche utilizzate per carpire dati o informazioni personali e sensibili dall\u2019utente della rete, come dati anagrafici, <em>user<\/em>-id, password, etc., \u00e8 frutto della diversit\u00e0 dei mezzi adoperati (e-mail, siti web, <em>malware<\/em>, browser, etc.) dei quali, tralasciandone gli aspetti squisitamente informatici, si approfondiranno in questa sede gli schemi operativi seguiti dal <em>phisher <\/em>per realizzare i propri scopi illeciti.<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><strong>Deceptive phishing.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella sua forma pi\u00f9 diffusa, il <em>phishing <\/em>trae origine dall\u2019invio massivo e \u201crandomico\u201d, ovvero casuale, di messaggi di posta elettronica ad innumerevoli destinatari (spamming), in apparenza provenienti da un mittente legittimo e conosciuto all\u2019utente quanto meno per fama<a href=\"#_edn2\" name=\"_ednref2\">[2]<\/a>. I messaggi circolanti in Italia, inizialmente scritti solo in inglese e poi in un italiano sempre pi\u00f9 corretto, solitamente segnalano presunti problemi tecnici al sistema informatico del mittente, procedure di aggiornamento software, tentativi di accesso fraudolento o, addirittura, vengono motivati con la necessit\u00e0 di prevenire il rischio di possibili frodi ai danni di clienti di istituti bancari<a href=\"#_edn3\" name=\"_ednref3\">[3]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La procedura \u201cguidata\u201d a video viene attivata invitando l\u2019utente \u201ca cliccare\u201d su un collegamento ipertestuale (<em>hypertext <\/em>link): lo stato di induzione psicologica in cui versa l\u2019ignaro destinatario scaturisce dall\u2019aspetto esteriore del messaggio \u2013 che in tutto e per tutto appare uguale a quello inviato da un ente o istituto legittimo \u2013 mescolato ai toni allarmanti che ingenerano cos\u00ec uno stato d\u2019ansia per le ipotetiche conseguenze in cui rischia di incorrere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si parla al riguardo di <em>deceptive phishing <\/em>(lett. \u201cphishing ingannevole\u201d) laddove l\u2019utente, un po\u2019 per ingenuit\u00e0, si affretta a cliccare sul <em>link <\/em>contenuto nel messaggio pervenuto e a visualizzare una pagina <em>web<\/em> perfettamente o quasi identica a quella originale (spesso si tratta di differenze di dettaglio o relative ad aspetti particolarmente tecnici), di cui se ne replica l\u2019impostazione grafica, l\u2019eventuale marchio o logo, il tenore linguistico e lessicale di una comunicazione standard<a href=\"#_edn4\" name=\"_ednref4\">[4]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ovviamente si tratta di una pagina creata ad arte dal <em>phisher<\/em>, che si interpone a quella reale dopo averne modificato i collegamenti ai server legittimi: non appena l\u2019utente inserisce le proprie credenziali di accesso, il <em>phisher<\/em> \u00e8 in grado di recuperare dalla pagina fittizia le informazioni di suo interesse per sottrarre denaro, stipulare contratti, polizze assicurative o, pi\u00f9 in generale, per procurarsi un vantaggio economico. In quest\u2019ultimo caso succede spesso, infatti, che il <em>fraudster <\/em>acquisisca i dati per poi rivenderli su un mercato secondario, tramite forum di mediazione online e canali chat, senza provocare un danno economico diretto alla vittima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"3652\" data-permalink=\"https:\/\/www.cyberlaws.it\/en\/2018\/tipologie-di-phishing-attack\/fabio-capone-phishing1\/\" data-orig-file=\"https:\/\/www.cyberlaws.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/fabio-capone-phishing1.jpg\" data-orig-size=\"504,309\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/www.cyberlaws.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/fabio-capone-phishing1-300x184.jpg\" data-large-file=\"https:\/\/www.cyberlaws.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/fabio-capone-phishing1.jpg\" class=\"aligncenter size-full wp-image-3652\" src=\"https:\/\/www.cyberlaws.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/fabio-capone-phishing1.jpg\" alt=\"\" width=\"504\" height=\"309\" srcset=\"https:\/\/www.cyberlaws.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/fabio-capone-phishing1.jpg 504w, https:\/\/www.cyberlaws.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/fabio-capone-phishing1-300x184.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 504px) 100vw, 504px\" \/><\/strong><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><strong>Malware-Based phishing.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con tale espressione (lett. \u201c<em>phishing<\/em> basato su <em>malware<\/em>\u201d) si intende generalmente un tipo di attacco caratterizzato dall\u2019esecuzione di un software con codice maligno (<em>malware<\/em>) sul computer dell\u2019utente a sua insaputa: il programma, installato utilizzando inganni di <em>social engineering<\/em> (per un approfondimento sul tema, v. <a href=\"https:\/\/www.cyberlaws.it\/2018\/attacchi-ingegneria-sociale-hacking\/\"><em>Gli attacchi di ingegneria sociale<\/em><\/a>) o sfruttando le vulnerabilit\u00e0 (bug) del sistema di sicurezza, entra in esecuzione in background carpendo fraudolentemente i dati sensibili e le informazioni personali dell\u2019utente, per poi inoltrarle automaticamente al <em>phisher<\/em><a href=\"#_edn5\" name=\"_ednref5\">[5]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <em>malware-based phishing<\/em> pu\u00f2 assumere le seguenti forme:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><em>session hijacking<\/em> (lett. \u201cdirottamento di sessione\u201d): descrive una tecnica di attacco in cui si ottiene l\u2019accesso non autorizzato a informazioni o servizi di un server attraverso la sessione valida di un utente, utilizzando i permessi per accedere a quella determinata risorsa. In altre parole il <em>session hijacking<\/em> fa riferimento ad una specifica operazione che consiste nel \u201crubare\u201d i cookie<a href=\"#_edn6\" name=\"_ednref6\">[6]<\/a> utilizzati per autenticare un utente su un server remoto.<br \/>\nAl riguardo sono rilevanti \u2013 soprattutto per gli sviluppatori web \u2013 i cookie \u201cHTTP\u201d utilizzati per mantenere attiva una sessione su molti siti: essi possono essere facilmente sottratti per mezzo di un elaboratore interposto nella comunicazione di rete, oppure accedendo a quelli che sono memorizzati sul calcolatore della vittima.<br \/>\nIn pratica, molti siti web permettono che siano gli utenti a gestire determinati <em>cookie<\/em> attraverso l\u2019inserimento di una username e password (che pu\u00f2 essere cifrata durante il transito). Affinch\u00e9 l\u2019utente non debba pi\u00f9 reinserire tali credenziali in ogni pagina per mantenere attiva la sessione, molti siti utilizzano i cookie c.d. \u201cdi sessione\u201d, cosicch\u00e9 una parte delle informazioni vengono rilasciate dal web server e restituite al browser dell\u2019utente per confermarne l\u2019identit\u00e0. Se un attaccante riesce ad inserirsi in questo flusso comunicativo o, comunque, a rubarne i cookie, potr\u00e0 egli stesso inviare le richieste in luogo dell\u2019utente legittimo, accedendo cos\u00ec alle informazioni e ai dati personali di quest\u2019ultimo.<\/li>\n<\/ul>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"3653\" data-permalink=\"https:\/\/www.cyberlaws.it\/en\/2018\/tipologie-di-phishing-attack\/fabio-capone-phishing2\/\" data-orig-file=\"https:\/\/www.cyberlaws.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/fabio-capone-phishing2.png\" data-orig-size=\"455,520\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"fabio capone &amp;#8211; 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Google, Yahoo etc.) cosicch\u00e9 gli utenti, facendo un ordine di acquisto o procedendo ad un\u2019iscrizione o disponendo un trasferimento di somme di danaro, forniranno al <em>phisher<\/em> le credenziali di accesso o altre informazioni riservate utili per il completamento dell\u2019operazione: ad esempio, creata fittiziamente la pubblicit\u00e0 relativa ad un conto corrente con cui viene offerto un tasso di interesse creditizio superiore a quello di altra banca reale o relativa alla vendita di prodotti a condizioni molto pi\u00f9 vantaggiose rispetto a quelle di mercato, nel momento in cui le potenziali vittime cercano in rete (attraverso un motore di ricerca) un determinato prodotto e lo individuano, accedono al negozio on line inserendovi le proprie credenziali e tutte quelle informazioni che sono necessarie per il perfezionamento dell\u2019atto di acquisto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In alcuni casi il <em>phisher<\/em>, anzich\u00e9 architettare un intero sito web fittizio, sostituisce alcune parti del sito reale con altre da lui appositamente studiate per operare la frode: tale ultima tecnica prende il nome di <em>content-injection<\/em> <em>phishing<\/em>.<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><strong>Man-in-the-middle phishing<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tale tipologia di attacco \u2013 lett. \u201cuomo nel mezzo\u201d \u2013 il <em>phisher<\/em> si interpone tra l\u2019utente ed il sito legittimo, cosicch\u00e9 i messaggi destinati a quest\u2019ultimo verranno capati dal <em>phisher<\/em> che li utilizzer\u00e0 anch\u2019egli per accedervi. Gli attacchi in questione possono essere realizzati anche per dirottare le sessioni con o senza memorizzazione delle credenziali compromesse dell\u2019utente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"3655\" data-permalink=\"https:\/\/www.cyberlaws.it\/en\/2018\/tipologie-di-phishing-attack\/fabio-capone-phishing4\/\" data-orig-file=\"https:\/\/www.cyberlaws.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/fabio-capone-phishing4.png\" data-orig-size=\"436,303\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"fabio capone &amp;#8211; phishing4\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/www.cyberlaws.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/fabio-capone-phishing4-300x208.png\" data-large-file=\"https:\/\/www.cyberlaws.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/fabio-capone-phishing4.png\" class=\"aligncenter size-full wp-image-3655\" src=\"https:\/\/www.cyberlaws.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/fabio-capone-phishing4.png\" alt=\"\" width=\"436\" height=\"303\" srcset=\"https:\/\/www.cyberlaws.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/fabio-capone-phishing4.png 436w, https:\/\/www.cyberlaws.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/fabio-capone-phishing4-300x208.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 436px) 100vw, 436px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La tecnica del <em>man-in-the-middle<\/em> \u00e8 di difficile individuazione da parte della vittima poich\u00e9 il sito al quale \u00e8 collegato funziona correttamente, n\u00e9 vi sono segnali particolari che facciano sospettare l\u2019intromissione del <em>phisher<\/em> all\u2019interno del canale comunicativo di rete tra il computer client e il server web. Generalmente il traffico SSL (<em>Secure Socket Layer<\/em>)<a href=\"#_edn9\" name=\"_ednref9\">[9]<\/a> sul <em>web<\/em> non \u00e8 vulnerabile a questo tipo di attacco, in quanto viene criptato usando la chiave di sessione in modo che non possa essere decodificato da un intercettatore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia un attacco basato sull\u2019utilizzo di un codice maligno pu\u00f2 modificare la configurazione di un sistema per installare una nuova autorit\u00e0 di certificazione fidata: cos\u00ec il <em>phisher<\/em> pu\u00f2 creare propri certificati per un sito protetto con SSL, decriptarne il traffico, estrarre le informazioni riservate e criptare nuovamente il flusso di comunicazione con l\u2019interlocutore.<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><strong>Rock phish kit<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 un software reperibile on line che permette di creare siti clone, con aspetto e grafica simile a quelli ufficiali, ma che all\u2019interno contengono una serie di <em>form<\/em> da compilare tramite i quali vengono sottratti i dati sensibili alle ignare vittime.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <em>rock phish kit <\/em>permette di creare anche una e-mail da utilizzare per lo <em>spam<\/em>, contenente i link che reindirizzano al sito clone, sul medesimo server, in modo da attaccare pi\u00f9 obiettivi diversi contemporaneamente. Tale tecnica permette, quindi, di trasformare ciascun server in una base da cui far partire attacchi multipli e diversificati, in modo da massimizzare le possibilit\u00e0 di riuscita prima che le forze dell\u2019ordine e i gruppi anti-<em>phishing<\/em> riescano a neutralizzare l\u2019attacco: all\u2019atto pratico il <em>phisher<\/em> installa un pacchetto multiplo contenente i siti clone di entit\u00e0 finanziarie italiane o straniere, clonando loghi, testi, grafica e trasformando il server ospite in un arsenale pronto a sferrare l\u2019attacco e a trarre in inganno i malcapitati utenti.<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><strong>DNS-Based phishing (<em>pharming<\/em>)<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con il passare del tempo e l\u2019evolversi delle tecnologie si sono sviluppate nuove tecniche di attacco e, tra queste, il c.d. \u201c<em>pharming<\/em>\u201d<a href=\"#_edn10\" name=\"_ednref10\">[10]<\/a>. Il fenomeno in questione consiste in una tecnica di <em>cracking<\/em>, capace di colpire pi\u00f9 utenti contemporaneamente e volta ad ottenere l\u2019accesso ad informazioni personali e riservate senza la necessit\u00e0 di aprire alcuna e-mail.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel <em>pharming<\/em> si opera la manipolazione degli indirizzi DNS (<em>Domain Name System<\/em>) che l\u2019utente utilizza per la navigazione in Internet, cosicch\u00e9 le pagine web visualizzate, anzich\u00e9 corrispondere a quelle originali \u201cpuntate\u201d con il nome inserito, in realt\u00e0 sono quelle create <em>ad hoc <\/em>dall\u2019hacker, anche se il loro aspetto appare identico alle prime.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma cosa si intende per manipolazione degli indirizzi DNS?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il sistema di riconoscimento e di trasmissione delle informazioni tra computer connessi in rete viene disciplinato da precise regole di gestione della comunicazione: un insieme di regole di questo tipo prende il nome di protocollo ed ha il fine precipuo di specificare come i vari elaboratori che compongono la rete devono interagire fra loro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo standard della rete Internet \u00e8 definito TCP\/IP (<em>Transmission Control Protocol\/Internet Protocol<\/em>): in termini molto semplificati ci\u00f2 vuol dire che quando un computer si collega alla rete, il provider (ISP)<a href=\"#_edn11\" name=\"_ednref11\">[11]<\/a> gli assegna un numero identificativo diverso da tutti quelli degli altri computer connessi. Questo numero, chiamato indirizzo IP (<em>IP address o host number<\/em>), \u00e8 un codice formato da quattro gruppi di cifre che specifica la rete di appartenenza e il numero del singolo elaboratore della rete. Ogni indirizzo IP ha quindi la forma \u201cnnn.nnn.nnn.nnn\u201d, dove ogni \u201cnnn\u201d \u00e8 un numero che varia da 0 a 255 (esempi di indirizzi validi sono 155.107.11.2 oppure 142.127.1.1).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il numero pu\u00f2 essere assegnato in modalit\u00e0 fissa (se richiesto al provider e verso corrispettivo) oppure in modo dinamico: in questo caso ad ogni accesso l\u2019ISP assegner\u00e0 un IP diverso corrispondente al primo indirizzo disponibile in rete.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attesa la difficolt\u00e0, se non l\u2019impossibilit\u00e0, per un utente di ricordare gli indirizzi numerici dinamici, la funzione del DNS consiste proprio nel tradurre i nomi associati ai singoli elaboratori nel corrispondente indirizzo IP e viceversa. Il DNS \u00e8 in pratica una tabella che viene costantemente aggiornata dai gestori delle reti i quali, ogni qualvolta creano un nuovo indirizzo IP, comunicano il nome con cui potr\u00e0 essere raggiunto dagli utenti di Internet (in pratica gli URL dei siti come \u201ccyberlaws.it\u201d). Quindi il nome di dominio pippo.pluto.it potrebbe corrispondere a 148.102.214.8.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La tecnica del <em>pharming<\/em>, attaccando i server DNS, mira cos\u00ec a modificare tale corrispondenza numerica di modo che essi decodifichino una corrispondenza numerica diversa da quella reale ed indirizzino l\u2019utente ad una pagina malevola quasi identica a quella di riferimento<a href=\"#_edn12\" name=\"_ednref12\">[12]<\/a>: quest\u2019ultimo sar\u00e0 convinto di navigare sul sito giusto ma, nel momento in cui inserisce le proprie credenziali per accedere all\u2019area riservata di esso, in realt\u00e0 star\u00e0 fornendo tali informazioni all\u2019attaccante.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"3656\" data-permalink=\"https:\/\/www.cyberlaws.it\/en\/2018\/tipologie-di-phishing-attack\/fabio-capone-phishing5\/\" data-orig-file=\"https:\/\/www.cyberlaws.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/fabio-capone-phishing5.png\" data-orig-size=\"608,507\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"fabio capone &amp;#8211; phishing5\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/www.cyberlaws.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/fabio-capone-phishing5-300x250.png\" data-large-file=\"https:\/\/www.cyberlaws.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/fabio-capone-phishing5.png\" class=\"aligncenter size-full wp-image-3656\" src=\"https:\/\/www.cyberlaws.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/fabio-capone-phishing5.png\" alt=\"\" width=\"608\" height=\"507\" srcset=\"https:\/\/www.cyberlaws.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/fabio-capone-phishing5.png 608w, https:\/\/www.cyberlaws.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/fabio-capone-phishing5-300x250.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 608px) 100vw, 608px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un tipo particolare di <em>pharming<\/em> \u00e8 quello realizzato dal cracker con l\u2019ausilio di programmi <em>trojan<\/em> installati sul pc della vittima o con altra tipologia di risorsa ad accesso diretto. Ad esempio, nei sistemi basati sul sistema operativo Windows, modificando il file \u201chosts\u201d presente nella directory \u201cC:\\windows\\system32\\drivers\\etc\\&#8230;\u201d possono essere inseriti o modificati gli abbinamenti tra il dominio interessato (es. cyberlaws.it) e l\u2019indirizzo IP corrispondente a quel dominio, di modo che la vittima, che ha il file \u201chosts\u201d modificato, pur digitando il corretto indirizzo URL nel proprio browser, verr\u00e0 reindirizzata verso un server web appositamente predisposto per carpire informazioni riservate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altro metodo consiste nel modificare direttamente nel registro di sistema i server DNS predefiniti: l\u2019utente, senza rendersene conto, non utilizzer\u00e0 pi\u00f9 i DNS forniti dal proprio ISP, bens\u00ec quelli sostituiti dal cracker il quale avr\u00e0 avuto cura di alterare alcuni abbinamenti fra dominio e indirizzo <em>IP<\/em>.<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><strong>Smishing<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo <em>smishing<\/em>, ossia \u201cSMS <em>phishing<\/em>\u201d, \u00e8 la tecnica con cui l\u2019utente riceve un sms apparentemente inviato dal proprio istituto di credito, con il quale si richiede di aggiornare le proprie credenziali di accesso ai servizi di home banking o di confermare la propria identit\u00e0 accedendo al conto \u201ccliccando\u201d sul link presente nel messaggio e che lo connette ad un sito clone, del tutto simile a quello legittimo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una volta ottenute le credenziali il <em>phisher <\/em>\u00e8 in grado di conoscere la modalit\u00e0 prescelta dal cliente di ricevere la password di accesso ai servizi online (<em>One Time Password <\/em>\u2013 OTP). Qualora si tratti di un sms sulla propria utenza cellulare, l\u2019attaccante provveder\u00e0 ad attivare, con documenti falsi, una SIM card con lo stesso numero telefonico della vittima: sar\u00e0 quindi il <em>phisher<\/em> a ricevere l\u2019OTP al posto del legittimo titolare e a disporre trasferimenti di denaro altrui liberamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"3657\" data-permalink=\"https:\/\/www.cyberlaws.it\/en\/2018\/tipologie-di-phishing-attack\/fabio-capone-phishing6\/\" data-orig-file=\"https:\/\/www.cyberlaws.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/fabio-capone-phishing6.jpg\" data-orig-size=\"320,302\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"fabio capone &amp;#8211; phishing6\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/www.cyberlaws.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/fabio-capone-phishing6-300x283.jpg\" data-large-file=\"https:\/\/www.cyberlaws.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/fabio-capone-phishing6.jpg\" class=\"aligncenter size-full wp-image-3657\" src=\"https:\/\/www.cyberlaws.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/fabio-capone-phishing6.jpg\" alt=\"\" width=\"320\" height=\"302\" srcset=\"https:\/\/www.cyberlaws.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/fabio-capone-phishing6.jpg 320w, https:\/\/www.cyberlaws.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/fabio-capone-phishing6-300x283.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 320px) 100vw, 320px\" \/><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><strong>Vishing<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">La tecnica del <em>vishing<\/em><a href=\"#_edn13\" name=\"_ednref13\">[13]<\/a> si articola nella ricezione da parte dell\u2019utente di una e-mail, anch\u2019essa apparentemente inviata dal proprio istituto di credito o da un noto ente, recante avvisi di particolari situazioni o problemi verificatisi ad esempio sul conto corrente o sull\u2019account di accesso, che invita a comporre un numero telefonico per risolvere la problematica fittizia. La vittima, una volta composto il numero, verr\u00e0 messa in contatto con un falso centralinista che gli chieder\u00e0 di fornire dati personali o altre informazioni riservate utili allo scopo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Del tutto simile \u00e8 l\u2019attivazione di un account VoIP e l\u2019avvio di un sistema di chiamata automatico per contattare le potenziali vittime ed invitarle, tramite la riproduzione di una registrazione vocale, a comporre un numero telefonico, apparentemente riconducibile ad un call center in grado di risolvere problemi o fornire comunicazioni urgenti sul proprio conto corrente o carta di credito previo inserimento dei dati personali, ma che in realt\u00e0 \u00e8 il <a href=\"https:\/\/www.telcavoip.net\/cloud-pbx\">numero VoIP<\/a> del <em>phisher<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Differentemente dalla tecnica basata sulla classica e-mail, questa seconda metodologia fa leva sulla maggiore fiducia che l\u2019essere umano tende a riporre in una persona che sembra essere autorizzata a richiedere tali informazioni.<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><strong>Fast flux<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <em>fast flux<\/em> \u00e8 una tecnica utilizzata nelle <em>botnet<\/em><a href=\"#_edn14\" name=\"_ednref14\">[14]<\/a>, basata sul <em>DNS<\/em> per nascondere il <em>phishing<\/em> e i siti di <em>malware<\/em> dietro una rete di <em>host<\/em> compromessi che agiscono da <em>proxy<\/em><a href=\"#_edn15\" name=\"_ednref15\">[15]<\/a> e che cambiano in continuazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul piano pratico il <em>phisher<\/em> invia una e-mail contenente un messaggio di collegamento al sito clone dell\u2019utente. Quest\u2019ultimo confidando sull\u2019autenticit\u00e0 del messaggio e selezionato il link che lo indirizza ad un server appartenente alla rete di computer infettati da <em>malware<\/em> rispondenti ai comandi da remoto del <em>phisher<\/em>, inserisce le proprie credenziali sul sito clone (back-end) che, prima le cattura e, poi, lo reindirizza al sito originale cos\u00ec che non possa accorgersi di nulla. In tali casi l\u2019indirizzo IP a cui si connette il browser dell\u2019utente cambia \u201crandomicamente\u201d in pochi minuti, collegandosi a differenti computer facenti parte della <em>botnet<\/em> cos\u00ec da far risultare molto pi\u00f9 difficile individuare il server principale che ospita il sito clone e da rendere pi\u00f9 agevole per il <em>phisher<\/em> il poter disporre di computer \u201czombie\u201d<a href=\"#_edn16\" name=\"_ednref16\">[16]<\/a><em>,<\/em> attivi e pronti per l\u2019uso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La tecnica di <em>fluxing<\/em> in generale (c.d. <em>single flux<\/em>) prevede la protezione del dominio malevolo, associato al server corrotto, mediante una rapida rotazione degli indirizzi IP. Questi ultimi, di fatto, corrispondono a macchine compromesse (altri bot), in quel momento attive e raggiungibili, che agiscono da <em>proxy<\/em> verso la vera \u201cmothership\u201d<a href=\"#_edn17\" name=\"_ednref17\">[17]<\/a>, nascondendone il reale indirizzo IP. In questo modo lo stesso contenuto verr\u00e0 acceduto mediante indirizzi differenti, rendendo sostanzialmente inefficaci eventuali contromisure basate su <em>blacklist<\/em> di IP.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"3658\" data-permalink=\"https:\/\/www.cyberlaws.it\/en\/2018\/tipologie-di-phishing-attack\/fabio-capone-phishing7\/\" data-orig-file=\"https:\/\/www.cyberlaws.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/fabio-capone-phishing7.png\" data-orig-size=\"796,562\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"fabio capone &amp;#8211; phishing7\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/www.cyberlaws.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/fabio-capone-phishing7-300x212.png\" data-large-file=\"https:\/\/www.cyberlaws.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/fabio-capone-phishing7.png\" class=\"aligncenter size-full wp-image-3658\" src=\"https:\/\/www.cyberlaws.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/fabio-capone-phishing7.png\" alt=\"\" width=\"796\" height=\"562\" srcset=\"https:\/\/www.cyberlaws.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/fabio-capone-phishing7.png 796w, https:\/\/www.cyberlaws.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/fabio-capone-phishing7-300x212.png 300w, https:\/\/www.cyberlaws.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/fabio-capone-phishing7-768x542.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 796px) 100vw, 796px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una variante alla tecnica appena descritta \u00e8 quella del <em>double flux<\/em>, nella quale viene introdotto un secondo livello di protezione mediante l\u2019applicazione di una rotazione degli indirizzi IP anche ai server autoritativi per lo specifico dominio malevolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"3659\" data-permalink=\"https:\/\/www.cyberlaws.it\/en\/2018\/tipologie-di-phishing-attack\/fabio-capone-phishing8\/\" data-orig-file=\"https:\/\/www.cyberlaws.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/fabio-capone-phishing8.png\" data-orig-size=\"790,570\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"fabio capone &amp;#8211; phishing8\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/www.cyberlaws.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/fabio-capone-phishing8-300x216.png\" data-large-file=\"https:\/\/www.cyberlaws.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/fabio-capone-phishing8.png\" class=\"aligncenter size-full wp-image-3659\" src=\"https:\/\/www.cyberlaws.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/fabio-capone-phishing8.png\" alt=\"\" width=\"790\" height=\"570\" srcset=\"https:\/\/www.cyberlaws.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/fabio-capone-phishing8.png 790w, https:\/\/www.cyberlaws.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/fabio-capone-phishing8-300x216.png 300w, https:\/\/www.cyberlaws.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/fabio-capone-phishing8-768x554.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 790px) 100vw, 790px\" \/><\/strong><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><strong>Tabnabbing<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Letteralmente \u201ccatturare la scheda di un browser\u201d, \u00e8 la tecnica che sfrutta l\u2019abitudine degli utenti ad aprire pi\u00f9 schede (<em>tab<\/em>) all\u2019interno del browser durante la normale navigazione, per consultarle poi singolarmente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019atto pratico la vittima seleziona un link ad una pagina internet del tutto innocua e dal contenuto interessante e, senza chiuderla, passa a visionare un\u2019altra pagina associata ad un\u2019altra scheda del browser. Nel frattempo la pagina precedentemente aperta muta d\u2019aspetto<a href=\"#_edn18\" name=\"_ednref18\">[18]<\/a>, riproducendo apparentemente una pagina simile a quella legittima e nella quale vengono richieste le credenziali di accesso a servizi on line. La vittima, soprattutto se \u00e8 trascorso un certo lasso di tempo, tornando sulla scheda precedentemente aperta penser\u00e0 di aver selezionato un link non sicuro o di averlo fatto inavvertitamente, cos\u00ec da essere indotta ad inserire i dati richiesti che saranno inoltrati all\u2019account del <em>phisher<\/em>, venendo successivamente reinderizzata al sito reale cos\u00ec da non accorgersi di nulla.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>Bibliografia <\/strong><\/p>\n<p>Cajani, G. Costabile, G. Mazzaraco, <em>Phishing e furto di identit\u00e0 digitale. Indagini informatiche e sicurezza bancaria<\/em>, Milano, Giuffr\u00e9, 2008.<\/p>\n<p><strong>Note:<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"#_ednref1\" name=\"_edn1\">[1]<\/a> Strettamente connesso alla figura del <em>phisher<\/em> \u00e8 il <strong>ruolo del <em>financial manager<\/em>, <\/strong>ovvero di quel soggetto che si rende disponibile per effettuare operazioni di trasferimento delle somme prelevate indebitamente dal <em>phisher<\/em>.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref2\" name=\"_edn2\">[2]<\/a> Si tratta di enti, istituti ed organizzazioni, cui il consumatore medio \u00e8 avvezzo e al quale inducono un certo grado di fiducia, che avendo essi centinaia di migliaia di clienti, con molta probabilit\u00e0 intrattengono un qualche tipo di relazione contrattuale con la vittima designata (es. Poste Italiane, Ebay per le aste online, Unicredit Banca, Banca Mediolanum, etc. solo per citarne alcune).<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref3\" name=\"_edn3\">[3]<\/a> Si tratta di e-mail che invitano ad accedere al sito della propria banca per fornire il proprio pin di sicurezza o la <em>user<\/em>-id e la password affinch\u00e9 si dia seguito ad un addebito su conto corrente dall\u2019alto importo, ovvero perch\u00e9 dei <em>phisher<\/em> avrebbero attentato alla sicurezza del conto del cliente per raccogliere i dati digitali dalla vittima e inviarli ad un hacker o ad una banda criminale.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref4\" name=\"_edn4\">[4]<\/a> Altro sistema utile per frodare informazioni a chi legge messaggi in formato HTML, eliminando cos\u00ec la necessit\u00e0 di azionare il collegamento Internet con il browser, \u00e8 quello di presentare direttamente nel testo della e-mail una replica della pagina di login.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref5\" name=\"_edn5\">[5]<\/a> Il download del programma malevolo pu\u00f2 essere indotto con l\u2019inganno da parte del <em>phisher<\/em> convincendo l\u2019utente ad aprire un allegato nella e-mail oppure a scaricare un programma da un sito web. La diffusione pu\u00f2 avvenire anche attraverso attacchi alla sicurezza (security exploit) realizzati spesso con la diffusione di <em>worm<\/em> o virus.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref6\" name=\"_edn6\">[6]<\/a> File di informazioni che i siti web memorizzano sul computer dell\u2019utente di Internet durante la navigazione, specialmente allo scopo di identificare chi ha gi\u00e0 visitato il sito in precedenza.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref7\" name=\"_edn7\">[7]<\/a> La locuzione URL (<em>Uniform Resource Locator<\/em>), nella terminologia delle telecomunicazioni e dell&#8217;informatica, indica una sequenza di caratteri che identifica univocamente l&#8217;indirizzo di una risorsa in Internet (es. http:\/\/www.nomesito.xx).<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref8\" name=\"_edn8\">[8]<\/a> \u00c8 un file creato nel sistema operativo contenente i cd. \u201csegnalibri\u201d, ovvero l\u2019elenco degli indirizzi dei siti web salvati dall\u2019utente nella sezione \u201cpreferiti\u201d del browser.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref9\" name=\"_edn9\">[9]<\/a> SSL \u00e8 il protocollo standard che garantisce la sicurezza durante il trasferimento di dati da un <em>browser<\/em> ad un server web.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref10\" name=\"_edn10\">[10]<\/a> Il termine <em>pharming <\/em>\u00e8 l\u2019abbinamento delle parole <em>phishing<\/em> e <em>farming<\/em>.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref11\" name=\"_edn11\">[11]<\/a> L\u2019Internet Service Provider o, pi\u00f9 semplicemente ISP (lett. \u201cfornitore di servizi Internet\u201d), \u00e8 una struttura commerciale o un\u2019organizzazione che offre agli utenti (residenziali o imprese), dietro la stipulazione di un contratto di fornitura, servizi inerenti a Internet, i principali dei quali sono l\u2019accesso al World Wide Web (WWW) e la posta elettronica.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref12\" name=\"_edn12\">[12]<\/a> Il sito replica di solito presenta lievi imperfezioni che lo rendono identificabile come falso: ad esempio, differenze di lingua nella medesima pagina, errori grammaticali, indirizzi e-mail che non contengono riferimenti al sito legittimo o cromie non esattamente coincidenti con quelle originali. Tuttavia si tratta di differenze generalmente non immediatamente percepibili, tali per cui l\u2019utente, magari poco avvezzo all\u2019utilizzo della rete, non se ne accorga.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref13\" name=\"_edn13\">[13]<\/a> Il termine <em>vishing<\/em> \u00e8 coniato dall\u2019unione delle parole \u201cVoIP\u201d e \u201cphising\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref14\" name=\"_edn14\">[14]<\/a> Una <em>botnet<\/em> \u00e8 una rete controllata da un <em>botmaster<\/em> (hacker o cracker) e composta da dispositivi infettati da <em>malware<\/em> specializzato, detti \u201cbot\u201d o \u201czombie\u201d. I dispositivi connessi ad Internet, al cui interno sussistono vulnerabilit\u00e0 nella loro infrastruttura di sicurezza informatica, possono talvolta diventare parte della <em>botnet<\/em>, e, se l\u2019agente infettante \u00e8 un <em>trojan<\/em>, il <em>botmaster<\/em> pu\u00f2 controllare il sistema tramite accesso remoto. I computer cos\u00ec infettati possono scagliare attacchi, denominati \u201c<em>Distributed Denial of Service<\/em>\u201d (DDoS), contro altri sistemi e\/o compiere altre operazioni illecite, in taluni casi persino su commissione di organizzazioni criminali. Il processo di compromissione \u00e8 finalizzato all\u2019esecuzione di codice malevolo (spesso riferito con il termine <em>malware<\/em> o bot), sul dispositivo vittima per trasformarlo in una sorta di zombie a completa disposizione del controllore esterno. Il <em>malware <\/em>pu\u00f2 essere distribuito attraverso svariate modalit\u00e0: inserito direttamente come allegato, indirettamente come link, all\u2019interno di e-mail malevole il cui contenuto, costruito sfruttando tecniche di <em>social engineering<\/em>, induce gli utenti al download e all\u2019esecuzione. In altri casi, invece, l\u2019esecuzione del <em>malware <\/em>avviene automaticamente sfruttando vulnerabilit\u00e0 presenti nei sistemi operativi o in applicativi di largo utilizzo, quali i browser o i loro plug-in, all\u2019insaputa dell\u2019utente.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref15\" name=\"_edn15\">[15]<\/a> Un <em>proxy<\/em> \u00e8 un server (inteso come sistema informatico o applicazione) che funge da intermediario per le richieste da parte dei client alla ricerca di risorse su altri server, disaccoppiando l\u2019accesso al web dal browser. Un client si connette al server<em> proxy<\/em>, richiedendo qualche servizio (ad esempio un file, una pagina web o qualsiasi altra risorsa disponibile su un altro server) e quest&#8217;ultimo valuta ed esegue la richiesta in modo da semplificare e gestire la sua complessit\u00e0. I <em>proxy<\/em> sono stati inventati per aggiungere struttura e incapsulamento ai sistemi distribuiti (da Wikipedia, l\u2019enciclopedia libera <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/\">https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/<\/a>).<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref16\" name=\"_edn16\">[16]<\/a> Uno \u201czombie\u201d, in ambito informatico, \u00e8 un computer infettato da un codice maligno in attesa di essere attivato.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref17\" name=\"_edn17\">[17]<\/a> Computer che controlla la rete <em>botnet<\/em>.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref18\" name=\"_edn18\">[18]<\/a> Ad esempio cambia l\u2019icona (<em>favicon<\/em>) e il proprio contenuto.<\/p>\n<hr \/>\n<h4>Autore:<\/h4>\n<p><script src=\"\/\/platform.linkedin.com\/in.js\" type=\"text\/javascript\"><\/script><br \/>\n<script type=\"IN\/MemberProfile\" data-id=\"https:\/\/it.linkedin.com\/in\/fabio-capone-485b2243\" data-format=\"inline\" data-related=\"false\"><\/script><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le principali tipologie di \u201cphishing attack\u201d di Fabio Capone Individuato il phishing come una tra le forme pi\u00f9 diffuse e pericolose di attacco a base cognitiva (si veda al riguardo l\u2019approfondimento sul tema in \u201cPhishing: identikit di un attacco di cognitive hacking\u201d), il fenomeno in parola pu\u00f2 realizzarsi attraverso differenti tecniche fraudolente in cui \u00e8 possibile individuare \u2013 a fattor&#8230;<\/p>","protected":false},"author":23,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[218],"tags":[290],"class_list":{"0":"post-3629","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","6":"category-cybersecurity-cybercrime","7":"tag-phishing"},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p9mmVo-Wx","jetpack_likes_enabled":false,"jetpack-related-posts":[{"id":1604,"url":"https:\/\/www.cyberlaws.it\/en\/2018\/phishing-cognitive-hacking\/","url_meta":{"origin":3629,"position":0},"title":"Phishing: identikit di un attacco di cognitive hacking","author":"Fabio Capone","date":"January 22, 2018","format":false,"excerpt":"Phishing: identikit di un attacco di cognitive hacking di Fabio Capone In passato, nella maggior parte dei documenti che si sono occupati di classificare gli attacchi informatici, veniva privilegiata una distinzione basata sulla tecnica e sulla descrizione del danno cagionato, indipendente dalla condotta umana: gli attacchi erano cio\u00e8 descritti come\u2026","rel":"","context":"In &quot;Cybercrime &amp; Cybersec&quot;","block_context":{"text":"Cybercrime &amp; Cybersec","link":"https:\/\/www.cyberlaws.it\/en\/category\/cybersecurity-cybercrime\/"},"img":{"alt_text":"","src":"","width":0,"height":0},"classes":[]},{"id":12386,"url":"https:\/\/www.cyberlaws.it\/en\/2020\/come-le-aziende-indiane-oppongono-resistenza-agli-attacchi-hacker\/","url_meta":{"origin":3629,"position":1},"title":"Come le aziende indiane oppongono resistenza agli attacchi hacker","author":"CyberLaws","date":"July 5, 2020","format":false,"excerpt":"L\u2019analisi della problematica Da quando anche in India \u00e8 stato indetto il blocco di molte attivit\u00e0 produttive in seguito all\u2019epidemia da Covid-19, gli attacchi informatici hanno fatto registrare un drastico incremento. 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