Che cos’è l’alleanza europea sull’intelligenza artificiale?

di Alex Carleo

La Commissione Europea ha recentemente lanciato la European AI Alliance, una piattaforma partecipativa nata con con il fine di promuovere il confronto e raccogliere i contributi di cittadini, imprese e studiosi sul tema dell’intelligenza artificiale. L’intento del progetto è quello di creare un’area di discussione che sia di stimolo alla condivisione di nuove idee e allo sviluppo delle attività in materia di AI, ponendo all’attenzione dei 52 esperti membri dell’High Level Group on Artificial Intelligence le questioni di maggiore impatto su economia e società, e sulle quali, pertanto, si richiede un intervento.

Per registrarsi alla piattaforma è sufficiente raggiungere questo link e fornire una serie di semplici informazioni: il proprio Stato di origine, una breve descrizione della propria figura nonché una rapida enunciazione dei motivi alla base della richiesta di iscrizione.

Una volta perfezionata la registrazione al forum, è possibile accedere direttamente alle discussioni aperte, e rilasciare input e feedback sui temi dibattuti, che saranno tenuti in considerazione dagli esperti nella predisposizione delle linee guida etiche, che gli stessi dovranno redigere e consegnare alla Commissione entro la fine del 2018, e delle raccomandazioni, da ultimare, invece, entro la metà del 2019.

La Commissione Europea, pur intervenendo in un secondo momento rispetto al report pubblicato già nel 2017 dal Consiglio d’Europa, intitolato “Algoritmi e Diritti umani: l’impatto delle decisioni automatizzate e possibili raccomandazioni per la loro disciplina”, si è difatti resa conto dell’importanza di approfondire il tema delle decisioni automatizzate e quello dell’impatto che esse hanno nell’era della società dell’informazione.

L’intelligenza artificiale è già entrata a far parte della nostra vita quotidiana, e la speranza che essa acceleri le cure delle malattie croniche, contrasti i mutamenti climatici e anticipi le minacce informatiche, spinge l’Europa a dotarsi di uno scenario adatto a supportare questa evoluzione.

Si evidenzia sul sito della Commissione, d’altro canto, come le nuove tecnologie, e in particolare i sistemi di intelligenza artificiale, la robotica avanzata nonché l’internet delle cose, debbano considerarsi, da un lato, un’enorme opportunità per lo sviluppo di settori nevralgici dell’Unione, quali i trasporti, la sanità, l’agricoltura e l’industria manifatturiera, ma possano essere, dall’altro, foriere di enormi problematiche, specialmente in tema di responsabilità.

Ebbene, iscriversi e sedersi allo stesso “tavolo” cui partecipano, tra gli altri, gli italiani Luciano Floridi[1], Stefano Quintarelli[2], Francesca Rossi[3] e Andrea Renda[4] è indubbiamente un’ottima opportunità per tutti gli esperti ed appassionati di intelligenza artificiale, e sicuramente rappresenta un momento di arricchimento e riflessione su un tema per il quale appare difficile, al momento, immaginare una mappatura completa dei rischi per i diritti umani.

A quasi quarant’anni dalla proiezione di Io e Caterina, che descriveva il bisogno e, al contempo, il difficile rapporto tra uomo e tecnologia, si può dire che il film diretto da Alberto Sordi sia stata un’anteprima scanzonata delle possibilità e paure legate all’Intelligenza Artificiale, che ora tutto il mondo si trova ad affrontare, Europa in primis.


References:

  • https://ec.europa.eu/futurium/en/eu-ai-alliance
  • http://ec.europa.eu/newsroom/just/item-detail.cfm?item_id=615947
  • http://europa.eu/rapid/press-release_IP-18-3362_it.pdf
  • https://ec.europa.eu/futurium/en

[1] Professore ordinario di filosofia ed etica dell’informazione all’Università di Oxford.

[2] Responsabile del Comitato di Indirizzo Strategico dell’Agenzia per l’Italia digitale.

[3] Professoressa di Computer Science all’Università di Padova.

[4] Senior Research Fellow e Head of Global Governance, Regulation, Innovation and the Digital Economy presso il CEPS (Centre for European Policy Studies) di Bruxelles.


Autore: