Videogiochi: Loot Boxes e gioco d’azzardo

di Davide Alesso

Premessa

Uno dei temi più attuali e discussi nel mondo del gaming è senza dubbio quello legato alle cosiddette “loot boxes”, o “casse premio”, e delle micro transazioni a esse collegate. La questione è stata portata alla ribalta nel novembre 2017 a seguito dell’uscita di un noto videogioco ed è tuttora oggetto di vivace dibattito sia nella comunità dei videogiochi, ma anche nel mondo legale, soprattutto a causa del (possibile) accostamento di questi strumenti al gioco d’azzardo.

Inquadramento

Le loot boxes sono oggetti virtuali presenti nei videogiochi che consentono al giocatore, in base alla propria abilità o, spesso, a seguito di un acquisto in moneta (virtuale o reale), di ottenere beni digitali propedeutici al proseguimento del gioco stesso. In altre parole, si tratta di vere e proprie scatole chiuse che l’utente può acquistare al fine di ottenere una vincita (come, ad esempio, attrezzature, aggiornamenti, punti etc.) che gli consenta di progredire o, comunque, avere dei vantaggi, all’interno del gioco. Questi strumenti sono caratterizzati dall’impossibilità per il giocatore di conoscere il contenuto della ‘cassa’, a causa dalla casualità con cui vengono distribuiti i premi. Ed è proprio il tema della aleatorietà della vincita che ha creato i maggiori dubbi, portando qualcuno a sostenere che tali strumenti potessero configurare un vero e proprio gioco d’azzardo.  Il punto più critico sembra essere quello connesso alle probabilità con cui il premio viene trovato dall’utente e, nello specifico, il rapporto fra ottenimento del premio e aleatorietà.

Il panorama europeo e internazionale

Il tema è stato oggetto di dibattito fra le autorità di diversi Paesi, europei e internazionali. In Belgio, la commissione sul gioco d’azzardo e il Ministero della Giustizia, si sono espressi considerando le loot boxes come attività di gioco d’azzardo, definendole un “mix di denaro e dipendenza”, al pari delle slot machine.  In direzione opposta si è espressa la Gran Bretagna dove, la UK Gambling Commission, ha dichiarato che le casse premio non possono costituire gioco d’azzardo, a meno che non sia concesso al giocatore di prelevare denaro reale, ad esempio attraverso il trasferimento della vincita sul proprio conto corrente bancario.[1]Negli Stati Uniti, la Entertainment Software Rating Board (ESRB), si è pronunciata escludendo che le loot boxes possano essere accostate al gioco d’azzardo. Il ragionamento fatto dalle autorità americane si basa su un principio simile a quello dei giochi di carte collezionabili, dove, comprando un pacchetto, si ha la possibilità di trovare carte rare e mancanti, oppure pezzi meno pregiati o doppi. Secondo l’autorità statunitense, inoltre, mentre nelle slot machine è presente solo un elemento di possibilità (e non certezza) di vincita, nel caso delle loot boxes il giocatore è garantito ricevendo sempre un contenuto, anche se non gradito o già trovato. Interessante è citare il caso della Cina, dove, a partire dalla metà del 2017 è entrata in vigore una nuova legge che obbliga gli editori/provider a fornire determinate informazioni all’utente sulle probabilità di vincita in caso di acquisto di loot boxes. Nello specifico, i publishers di videogiochi dovranno prontamente rendere pubbliche alcune informazioni (nome, contenuti, quantità e probabilità dell’estrazione etc.) su una specifica pagina web. Essi inoltre avranno l’obbligo di tenere dei registri speciali relativi alle estrazioni di loot boxes in modo da favorire le eventuali indagini delle autorità competenti. Una posizione analoga è stata presa dalla Corea del Sud ove la Korea’s Fair Trade Commission ha recentemente sanzionato tre grossi publisher orientali, condannandoli a pagare una multa per pubblicità ingannevole per aver sostanzialmente omesso le percentuali di vittoria delle loot boxes relative ai premi più prestigiosi e desiderati, nonché più rari, di alcuni loro giochi.Infine, degno di nota, è l’intervento di Apple che ha deciso di revisionare le linee guida del proprio store mostrando una particolare sensibilità al tema delle loot boxes. Nello specifico, l’azienda di Cupertino obbligherà gli sviluppatori di tutti i giochi presenti su App Store, a mostrare le probabilità di ricevere gli oggetti presenti nelle casse premio[2].

In Italia

In Italia, il tema delle loot boxes non è stato ancora oggetto di discussione in capo alle autorità competenti, ma lo scenario europeo sembra indicare che presto il dibattito toccherà anche il nostro Paese. La mancanza di una regolamentazione specifica in materia, lascia aperta la questione su quali norme si possano applicare alle loot boxes. Fatte salve le norme del codice panale relative al gioco d’azzardo, l’articolo 1 del Decreto Legislativo n. 496/1948, inerente la riserva statale in materia di attività di gioco, prevede che i giochi che contemplino una ricompensa di carattere economico, siano riservati allo Stato. E’ bene precisare che, come più volte sottolineato dalla Corte di Cassazione (si veda in questo senso: Cass. civ. del 07 gennaio 2016, n. 101), con l’espressione “ricompensa di carattere economico”, non deve essere necessariamente intesa una somma di denaro, ma è sufficiente che si configuri un guadagno economicamente apprezzabile. A ciò si aggiungano naturalmente le norme del Codice del Consumo che prescrivono i doveri di informazione verso i consumatori, i quali dovranno essere messi nelle condizioni di conoscere tutte quelle informazioni in grado di influenzare la propria scelta sull’acquisto di loot boxes. Infine, uno dei maggiori rischi correlati all’introduzione di questi strumenti, è quello relativo al rapporto fra loot boxes e le categorie sociali più deboli, come i minorenni. I videogiochi sono strumenti di intrattenimento diffusi in tutte le fasce sociali, ma sono largamente utilizzati da un pubblico giovane. In questo senso, sarà necessario, se non verrà introdotta una normativa specifica, il coordinamento delle norme a tutela dei minori.

Conclusioni e prospettive

Sebbene le loot boxes siano un tema ancora non pienamente chiaro, le sopra esposte differenze di pensiero e prese di posizione degli Stati dimostrano come, nel breve futuro, esse saranno al centro del dibattito legale e sociale. Il sottile margine fra attività ludica e gioco d’azzardo, nonché le possibili implicazioni per i minorenni, mettono in risalto l’estrema delicatezza della questione. L’auspicio è quello di una presa di posizione delle autorità europee che possa garantire certezza e uniformità su un tema che toccherà diversi rami del diritto e che avrà svariate tematiche sociali.


[1]http://www.gamblingcommission.gov.uk/news-action-and-statistics/news/2017/Loot-boxes-within-video-games.aspx

[2]https://developer.apple.com/app-store/review/guidelines/


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